produzioni

IL VIALE DEL TRAMONTO

MUTA IMAGO

 

con Iaia Forte, Massimo Verdastro, Giovanni Onorato 

regia e scene Claudia Sorace

drammaturgia e suono Riccardo Fazi 

regia e scene Claudia Sorace

drammaturgia e suono Riccardo Fazi 

musiche originali Lorenzo Tomio

luci e direzione tecnica Maria Elena Fusacchia

Iaia Forte è vestita da Maria Grazia Chiuri

 

una produzione Argot Produzioni

in coproduzione con INDEX, La Fabbrica dell’Attore teatro Vascello 

e con Solares Fondazione delle Arti

in collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito

Un dialogo con la storia del teatro italiano a partire da un libero adattamento del film culto del 1950 in cui la trama e il racconto dei protagonisti si mescola e si confonde con il vissuto dei tre attori in scena, ognuno inconfondibile nella sua estetica e portatore di un suo personalissimo universo artistico. 

Nello stile onirico e potente che lo contraddistingue, il duo Muta Imago, in dialogo con Iaia Forte, dà vita ad una sfida inevitabile tra il nostro presente bloccato e senza ideali e un passato dal quale affiorano fantasmi rumorosi ed esigenti, che vogliono essere ascoltati.

In scena Iaia Forte e Massimo Verdastro, tra gli artisti più rappresentativi della loro generazione, si mettono alla prova e si confrontano con il giovane Giovanni Onorato, per testimoniare del tramonto di un mondo, della continua e incessante rivoluzione del tempo e del nostro disperato tentativo di resistergli.

 

Note della regista

Un giorno Iaia Forte è venuta a vedere Tre Sorelle. Non ci conoscevamo davvero, ma all’uscita ci ha detto: “Ragazzi noi dobbiamo fare uno spettacolo insieme.”

Per noi Iaia era un mito, una chimera, una sfinge.

Un mese dopo ci ha invitato a cena nella sua torre romana, piena di segni e voci di una vita enorme.

Davanti al caminetto acceso, ci è venuto in mente Viale del Tramonto.

Avevamo timore di proporle la storia di una diva dimenticata, abbracciata solo dal suo primo marito, Max von Mayerling. Invece Iaia si è illuminata.

Abbiamo continuato a incontrarci, mescolando racconti di vita e riflessioni sul teatro.

Poi ci siamo detti: “Se ha senso farlo, va fatto come nel film.”

Viale del Tramonto è un trattamento originale ispirato alla sceneggiatura del celebre film, che fa dialogare le figure dei suoi protagonisti, con le questioni, i sogni, i desideri, le memorie degli attori in scena, aprendo così un varco tra il presente e la storia del teatro italiano.

Norma è una diva dimenticata, Max il suo cameriere e grande regista del passato.

La loro vita sospesa viene interrotta dall’arrivo di Joe, giovane sceneggiatore squattrinato che, come accade nelle migliori favole nere, lentamente viene catturato nella rete della ricca diva.

Un gioco di specchi tra finzione e realtà, dove i corpi e le biografie degli attori diventano materia drammaturgica. 

Norma è un fantasma che continua a infestare il presente, uno scarto tra essere e realtà. Una figura che resiste al tempo, alle estetiche, ai gusti che si trasformano; il suo fascino è quello di chi si ostina a rimanere se stessa in un mondo che cambia. Avere a che fare con questa storia significa fare i conti con l’idea stessa di tramonto, personale e collettivo.

Claudia Sorace –  Muta Imago

 

luci:

Maria Elena Fusacchia

costumi:

Fiamma Benvignati

realizzazione scenografie:

Manuel Lucarno

regia:

Claudia Sorace

aiuto regia:

Francesco Di Stefano

testi:

Riccardo Fazi

musica:

Lorenzo Tomio

ufficio stampa:

Maddalena Peluso

social media:

Gaia Giardina

organizzazione:

Luisa Di Napoli, Alessandro Beltaro

amministrazione:

Sabrina Competiello